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giovedì 30 luglio 2020

INTERVISTA a Francesca Tofanari di Tantilibriecaffe




INTERVISTA


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Quanto c’è di autobiografico? 

Sei anche tu una shopping 

Ebbene sì, sono una shopping addicted, proprio come le protagoniste del mio libro, capaci di azzuffarsi al banchino del mercato per accaparrarsi un maglioncino. Questo è sicuramente il primo elemento autobiografico. E poi, il personaggio di Olivia, la giornalista un po' frustrata amante del prosecco, direi che mi assomiglia abbastanza. Per quanto riguarda le amiche del cuore, pur ribadendo che ogni riferimento è puramente casuale, ce ne sono un paio che mi ricordano parecchio l'ispettrice Maria Allegra Galli e Cordelia,ma non posso fare nomi perché sono sotto copertura

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Dopo aver scritto vari saggi su Firenze, la mia città, e alcuni racconti "In punta di sangue" è il mio primo romanzo, ma è già pronto un seguito, una nuova indagine per l'ispettrice Maria Allegra Galli, che dal mondo della danza passerà a quello della magia. Il titolo è "Spari dall'aldilà" e spero possa uscire dopo l'estate

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Scrivere è la mia passione, da sempre ed è anche il mio lavoro, perché sono giornalista e collaboro con il "Corriere della Sera" per le pagine locali di cultura, e con altre riviste. Con i primi libri che ho scritto, ho voluto raccontare storie della mia città, con i romanzi vorrei trasmettere ai lettori un po' di leggerezza, con ironia e intelligenza, facendoli entrare in un mondo al femminile fatto di donne "dolcemente complicate". Con un pizzico di suspense, perché non dobbiamo dimenticarci che sono dei gialli, anche se a tinte rosa "shopping". 



mercoledì 8 luglio 2020

INTERVISTA a Federica Zeppilli di Tantilibriecaffe



 

INTERVISTA a Federica Zeppilli di Tantilibriecaffe 




✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te. Quali sono le tue passioni, i tuoi interessi?!


Una delle mie passioni più grandi, passione che con il tempo è diventata anche un lavoro, è quella per la danza. Ovviamente sono una grande lettrice, amo viaggiare in lungo e in largo per il pianeta e poi, proprio come Chiara, la protagonista del libro, sono una grande amante della buona cucina! 😊😊


✔️ Parlaci del tuo bellissimo romanzo “La maestra dei passi avanti”... come è nata l’idea?


"La maestra dei passi avanti" è nato un po' per caso in un giorno di primavera in cui sentivo il bisogno di una storia intrigante e romantica in cui potermi perdere io stessa. Avrei potuto iniziare a leggere un nuovo romanzo e invece ho iniziato a scriverlo e devo dire che è stato bellissimo ugualmente.


✔️ Parlaci un po' Chiara, la protagonista del romanzo. Sembrerebbe somigliarti molto!

In effetti sì, io e Chiara siamo molto simili. Anche lei è un insegnante di danza ed è molto legata alle sue amiche di sempre. La sua vita sentimentale è però decisamente più complicata della mia e inoltre, per fortuna, io non mi sono mai trovata coinvolta in un'indagine per omicidio 😆


✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?


Ho sempre amato leggere e soprattutto sono stata per anni una divoratrice di gialli. La scrittura per me è un po' come la lettura, mi regala dei personaggi fantastici (buoni o cattivi che siano) con i quali trascorrere il tempo e sognare un po'! Mi piacerebbe che i lettori trovassero nei miei romanzi la possibilità di perdersi. Mi piacerebbe regalare loro curiosità e sorrisi.


✔️ Stai scrivendo o scriverai un altro libro?


Proprio in questi giorni sto terminando il secondo capitolo delle avventure di Chiara! Ebbene sì: la mia protagonista non riesce proprio a tenersi lontana dai guai! Poi ho un commissario pugliese nel cassetto... 😅 ma è ancora presto per parlarne! 😉






mercoledì 24 giugno 2020

INTERVISTA a Francesca V. Capone di Tantilibriecaffe


INTERVISTA a Francesca V. Capone di Tantilibriecaffe 


✔️ Prima di tutto parlaci di te: quali sono le tue passioni, i tuoi hobbies, il tuo lavoro....


Sono una mamma trentenne che vive a Roma e lavora con gli anziani: faccio assistenza domestica a una coppia ultraottantenne.

Il mio hobby, la mia passione, l’unica attività nel tempo libero è stata sempre la scrittura, accompagnata dalla lettura. Da qualche anno, più o meno da quando conosco il mio compagno, amo anche appassionarmi a film e serie TV.

Sono troppo pigra per avere milioni di interessi ma direi che scrivere da professionista (almeno io mi considero così) sia un’attività già abbastanza complessa, meglio non aggiungerci altro.


✔️ Parlaci dei tuoi romanzi, specialmente “Chocolat blanc” che ho adorato....


Nel 2017 ho pubblicato in self il mio primo romanzo, La filosofia di Zorba. Si tratta di un romanzo rosa di formazioni ambientato nel periodo scolastico. Una storia piuttosto complessa è che vuole dare degli insegnamenti.

Forse perché La filosofia di Zorba ha assorbito tutta la mia capacità di ragionare concretamente, sentivo il bisogno di svoltare, di dedicarmi a qualcosa di meno impegnativo ma comunque efficace. Così è arrivato Chocolat Blanc. Ho deciso di abbandonare il romance puro e di inoltrarmi nel genere più immediato e frizzante del chicklit. Chocolat Blanc è un romance caratterizzato da una struttura semplice e uno stile ricevibile da una fascia più ampia di lettori. La storia d’amore è al centro del discorso: Clio e Romeo, i protagonisti, si sono conosciuti in passato, hanno dei trascorsi. Lei proiettata sulla carriera e allergica all’amore, lui più passionale e con la stessa grinta per il suo lavoro da pasticciere. Ma il punto forte del romanzo, sembrerà strano, sono i personaggi secondari. Ho creato delle persone riconoscibili e divertenti attorno a Clio e Romeo, questa è stata la parte più spassosa in Chocolat Blanc, lo dico sia da scrittrice che da lettrice.

 


✔️ Quando hai iniziato a scrivere e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori? 


Mi sono avvicinata alla scrittura nel 2007, quando ho conosciuto il sito di scrittura amatoriale EFP. In principio mi sono dedicata alle fanfiction, poi ho pubblicato una storia originale “Il figlio della prof” (una primissima versione de La filosofia di Zorba) ottenendo migliaia di consensi.

La vita mi ha costretto a mettere in pausa il mio amore per la scrittura. Ho ripreso nel 2016 con La filosofia di Zorba, pubblicato l’anno dopo.

In realtà non dico mai cosa voglio trasmettere. Mi piace che il lettore interpreti la storia e trovi ciò che cerca senza che io lo suggerisca. Certo, ci sono dei temi nei miei romanzi ma è questo il bello: il tema non è singolo ma più di uno. In Chocolat Blanc, per esempio, ho sottolineato l’importanza effimera della carriera, famiglie atipiche, genitori che non comprendono le scelte dei figli e non le accettano, la passione per una determinata attività, i sogni da realizzare. Cerco di equilibrare diversi temi insieme in modo che quelli principali siano contornati da altri ugualmente forti. Ogni lettore può capire da solo quale tema gli sta più a cuore e cosa suscita in lui leggerlo nei miei romanzi. Di base, comunque, la mia intenzione negli ultimi anni è quella di strappare qualche sorriso e far trascorrere del tempo piacevole in compagnia dei miei personaggi.


✔️ Stai scrivendo o scriverai un altro libro?


Il blocco dello scrittore è una patologia da cui sono già stata affetta, ormai ho sviluppato gli anticorpi e non mi fermo più.

Uscirà tra poco, presumo intorno a settembre 2020, il mio nuovo romanzo. Scommetto che mi ami narra le vicende sentimentali di Dante Cherubini, il fratello di Clio protagonista in Chocolat Blanc. Si tratta di un altro romance/chicklit proprio come il precedente. Dante è costretto a causa di una scommessa ideata da una vecchia contessa ad un’astinenza dal sesso di un mese. Chi conosce Dante da Chocolat Blanc, sa bene che per lui sarà una vera tragedia. Cassandra, una modella sexy avrà il compito di farlo cadere in tentazione mentre l’infermiera Alex Turner, conosciuta per un implacabile gioco del destino, passerà gran parte del romanzo a salvare la vita di Dante. Chi delle due avrà il cuore del protagonista? Non lo dico ma sappiate che la risposta non è così scontata. Scommetto che ami ha una struttura leggermente più complessa rispetto a Chocolat Blanc ma la linea di narrazione è simile. Sono agli ultimi capitoli e spero di terminarlo in questi giorni.


✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?


Sono dell’idea che un lettore non deve per forza diventare scrittore, ma se uno scrittore non legge be’… Allora c’è un problema.

La lettura è stato il mio primo amore in assoluto. In prima elementare leggevo romanzi per bambini in continuazione, ovunque andassi avevo un libro con me (la mia famiglia ci faceva anche qualche battutina su, sono l’unica appassionata di letteratura) e da allora non sono mai cambiata. Chiedetelo a chi prende la mia borsa, pesa quintali perché dentro c’è sempre almeno un libro.

I generi che amo sono il romance e il fantasy. Ho letto diversi autori ma mi piace ricordare J.K. Rowling e la saga di Harry Potter. Quando i libri arrivarono in Italia avevo più o meno l’età dei protagonisti, quindi sono cresciuta con la loro storia. Intorno ai tredici anni mi sono imbattuta in Jane Austen e grazie ai suoi romanzi mi sono avvicinata al romance. Orgoglio e pregiudizio non si batte, l’ho letto venti volte e non sto scherzando. Negli ultimi anni ho letto di tutto: Anna Premoli, Stephen King, George R. R. Martin, Felicia Kinsley, Joanne Bonny, Stephenie Meyer e tanti altri…

In realtà essendomi imbarcata da quasi un anno nell’attività di bookblogger adesso ho letto diverse opere di autori emergenti, pubblicazioni in self o con case editrici minori. È difficile promuovere i propri romanzi quando le case editrici grandi dispongono di nomi altisonanti in catalogo e quando con Amazon ormai chiunque può pubblicare. Mi sono scontrata con questa realtà dopo la pubblicazione de La filosofia di Zorba e quindi ho deciso di aiutare, nel mio piccolo, gli autori sconosciuti come me. Gli emergenti sono un tesoro inestimabile, ho letto romanzi stupendi come Amore e popcorn di Belle Landa, Sympathy for the Davil di Lily Lorenzini, Roma-Malaga Andata e ritorno di Lorenzo Patruno, Notturno di Pietro Rotelli.

Noi emergenti siamo un mondo da scoprire e più spesso di quanto si pensi sappiamo sorprendere e far innamorare i lettori.  

 


 

martedì 19 maggio 2020

INTERVISTA a Stefano Ricchiuti di Tantilibriecaffe


INTERVISTA a Stefano Ricchiuti di Tantilibriecaffe 


✔️ Prima di tutto parlaci di te: quali sono le tue passioni, i tuoi hobbies, il tuo lavoro....

1. Sono sostanzialmente un ragazzo semplice, che tuttavia coltiva molte passioni: mi piace la letteratura, lo studio del comportamento umano, i manga, il cinema, le serie TV, ecc. 
A livello professionale sono un giocatore professionista di golf e un maestro della Federazione Italiana, autore di due testi di manualistica sportiva, uno dei quali ha ricevuto una menzione speciale del CONI, prima volta nella storia italiana per un testo legato al golf. 

✔️ Parliamo del tuo libro “Il solstizio del cuore”, che ho letto a gennaio e mi ha colpito moltissimo soprattutto per lo stile di scrittura ✍️....

2. “Il solstizio del cuore” è un romanzo che certamente risente dell’influenza della mia passione per un certo tipo di letteratura. Si tratta di una storia ambienta verso la fine dell’Ottocento, il cui scopo principale è quello di dar risalto alle piccole o grandi emozioni e sensazioni che rendono la vita degna di essere chiamata con questo nome.

✔️ Ami leggere? Se sì, quali sono i tuoi autori e generi preferiti?!

Sì, certamente amo leggere, anche perché scrivere senza leggere dovrebbe essere considerato un reato! 
Scherzi a parte, sono più che altro un lettore di classici, ma non disdegno ovviamente anche testi di altro tipo, sia di narrativa che di saggistica, e adoro leggere anche molte biografie. 
I miei autori preferiti? Semplice: Italo Calvino, Gabriele D’Annunzio, William Shakespeare, Oscar Wilde, Arthur Schnitzler, Mark Twain... Ma anche, ad esempio: Niccolò Ammanniti, R.K. Narayan, J.K. Rowling e molti altri.

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Scrivo per una semplice ragione: le emozioni, a mio modo di vedere, assumono una loro dignità solamente quando queste vengono espresse, e la scrittura è un modo per dar vita e vigore a esse.

sabato 16 maggio 2020

INTERVISTA a Melania Fusconi di Tantilibriecaffe


INTERVISTA a Melania Fusconi di Tantilibriecaffe 

Questa settimana intervista all’autrice Melania Fusconi

✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te. Quali sono le tue passioni, i tuoi interessi?!

Sono nata a Ravenna e vivo a Cotignola, un paesino da dove si vedono le meravigliose colline faentine. 
Sono Presidente di resmart s.r.l. una ditta di informatica che si occupa di vendita e manutenzione hardware e software. Possiedo il Diploma Artistico in quanto ho frequentato il Liceo Artistico P.L. Nervi di Ravenna. Per passione disegno ancora: con penne, matite, acquerelli. E' da qualche anno che ho scoperto anche il piacere per la scrittura.

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

La storia de “Le anime di Leggendra” era nata perchè dovevo farne un fumetto, ma disegnare mi portava via molto tempo così, dopo aver letto molti libri fantasy, mi sono decisa a riportare la storia disegnata nel mondo della scrittura. 
In principio non sapevo se sarebbe diventato un "vero" libro ma dovevo far uscire questa storia, lo dovevo alla mia fantasia e a chi, come me, ama vivere avventure fantastiche. Vorrei che i lettori si immedesimassero nei personaggi perchè in loro troveranno tanta umanità che spesso si può trovare anche nella realtà.

✔️ Parlaci del tuo romanzo “Le anime di Leggendra. I cimeli ancestrali”...

"I cimeli ancestrali" è il primo libro di una serie. Racconta la storia di Alhena che vive in un villaggio protetto da una barriera magica da cui si può entrare o uscire solo tramite un portale magico. Il portale può essere attivato solo dai Gifter (persone con i poteri magici). 
Alhena è orfana ed è una Nog (Non magica) e vive con il solo scopo di diventare un soldato, ma il tutore, un Gifter, non vuole e così i due si scontrano spesso. Poi, una notte, Alhena si troverà fuori dalla barriera, sola e impreparata, e lì incontrerà il personaggio che le cambierà la vita per sempre. E qui mi fermo altrimenti vi racconto troppo! Ah ah ah!

✔️ Stai scrivendo un altro romanzo o pensi di scriverlo? 

Al momento sto terminando il secondo della saga ma, nel frattempo mi sono venute altre idee, perciò credo che sentirete ancora parlare di me e della mia fervida immaginazione! Per ora: ci vediamo su Leggendra!




domenica 1 marzo 2020

INTERVISTA a Vittorio Larovere di Tantilibriecaffe


INTERVISTA a Vittorio Larovere di Tantilibriecaffe 


✔️ Buongiorno Vittorio, parlaci un po’ di te...
Mi chiamo Vittorio Larovere, ho 22 anni e sono uno sviluppatore informatico ma la passione per la scrittura mi accompagna fin da bambino. 
Dopo diversi anni di storie nel cassetto, ho deciso di affacciarmi al mondo autopubblicando la mia opera su Amazon.
“Il guardiano e la bambina" ha però qualcosa di speciale e la mia intenzione era quella di condividerlo con più persone possibile. Questa possibilità è arrivata grazie a Leone Editore.

✔️Cos'ha di speciale il tuo nuovo libro?
“Il guardiano e la bambina" racconta il legame tra Anter ed Emia, due persone che non avrebbero dovuto mai incontrarsi ma che per uno scherzo del fato vengono legati nel modo più profondo possibile: con la vita.
Il mondo in cui sono ambientate le vicende è vivo e dettagliato, pieno di trame ed eventi che coinvolgeranno i due protagonisti in modi impensabili. 
Per averne un assaggio, potete trovare il primo capitolo in anteprima su Bookroad.

✔️Che cos'è Bookroad?
E' la piattaforma di Leone Editore dedicata agli scrittori emergenti. 
“Il guardiano e la bambina" ha la possibilità di mostrarsi nelle librerie di tutto il Paese, ma per farlo deve raggiungere le 200 prenotazioni entro sei mesi dall'inizio della campagna.
È un'occasione preziosa per mostrare la mia visione al mondo e non ho intenzione di rinunciarci!

martedì 28 gennaio 2020

INTERVISTA a Gloria Luzi di Tantilibriecaffe


INTERVISTA a Gloria Luzi di Tantilibriecaffe 


✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te: il tuo lavoro, le tue passioni, i tuoi interessi?
Sono Gloria ho 43 anni, mamma di Bianca ed Anita, moglie di Roberto.
Architetto, ho sempre seguito il gusto del bello, anche se come diceva il mio professore di storia dell’arte…”il bello è soggettivo”
Vivo una vita straordinariamente uguale a tutte le altre.
Ho avuto un periodo della mia vita in cui ho dovuto lottare per realizzare un grande sogno che sembrava irrealizzabile, ma credendoci, con un pizzico di fortuna ed usando l’ironia (il mio ingrediente segreto e magico che mi ha sempre salvata) sono riuscita a realizzarlo.
Il mio motto è un proverbio Giapponese: “Non mollare mai. Cadi sette volte, rialzati otto.”
Amo cucinare, giocare con le mie bimbe, sono sempre pronta ad ascoltare tutti. Mio marito dice che sono più Psicologa che Architetto 
Adoro i programmi di cucina e le mie serie tv preferite sono FRIENDS e SEX AND THE CITY. 

✔️ Parliamo del tuo libro-diario “Ne basta uno”... cosa ti ha spinto a scriverlo e a mettere nero su bianco la tua storia? Pensi che il tuo libro abbia aiutato tante coppie che vivono o hanno vissuto il tuo iter travagliato?!
Questo diario è nato con lo scopo di aiutarmi ad affrontare il periodo più importante della mia vita. La ricerca di un figlio, l’accettazione di dover provare altre “strade” e la consapevolezza che niente sarebbe stato più come prima. Mi era stato regalato poco prima un quadernino dell’UNICEF dove sulla copertina erano rappresentati tutti i bambini del mondo e non poteva che essere un segno ben preciso. Quel quaderno doveva essere il mio diario.
Mio marito ed io, ma diciamocelo sinceramente più io, abbiamo iniziato l’iter della fecondazione assistita ed ogni volta c’era sempre qualcosa che ostacolava ed allontanava il nostro sogno. Io mi trovavo a scrivere e scrivere. A volte con ironia, a volte no. Il diario fu interrotto al mio rientro in Italia dove poi da lì iniziò la mia gravidanza fortunatamente.
Quel Diario fu lasciato lì in fondo al cassetto, con lo scopo un giorno di riscriverlo e pubblicarlo.
E poi arrivò la mezzanotte del 05 dicembre del 2016, appena neoquarantenne arrivò mio marito con un pacchetto. Lo scartai e vidi questa bellissima copertina. Ebbene si, mio marito tutte le sere quando io mettevo a letto le bimbe e poi mi addormetavo con loro, si mise davanti al pc a trascrivere le mie pagine trasformandole in un piccolo Diario-libro.
La copertina fu disegnata dalla mia migliore amica. Perché NE BASTA UNO? Perché dopo aver lottato per avere la nostra bambina, dopo due anni e mezzo, inspiegabilmente e naturalmente rimasi incinta di un’altra splendida bambina. Il miracolo della vita.
E, ancora frastornata ed incredula, telefonai alla mia dottoressa chiedendole come era potuto succedere. E lei con il suo dolcissimo accento romano mi rispose .”Ah Gloriè, ma non lo sai che NE BASTA UNO di spermatozoo?”
Si credo che questo mio diario abbia aiutato diverse coppie, ricevo quasi quotidianamente messaggi privati su INSTAGRAM di ragazze in cerca di informazioni o solo semplicemente per averle fatto sorridere e sperare ancora. Con altre addirittura abbiamo pianto insieme con i risultati positivi increduli delle loro beta e mi mandano le foto dei loro fantastici e bellissimi miracoli. Chi la foto del suo primo compleanno. Ed io sono immensamente felice.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?
Allora purtroppo non mi reputo una lettrice accanita, non ho una vera passione dei libri (viva la sincerità) e sinceramente si nota anche nel leggere il mio Diario-Libro, scritto di getto ed in maniera molto semplice, come alla fine sono io. Tra la gestione familiare e lavoro, mi trovo ad addormentarmi dopo due pagine se mi trovo a letto, prima di coricarmi. Ma se il libro mi prende in poco tempo lo termino.
I generi che preferisco sono i romanzi ed il mio autore preferito è MURAKAMI HARUKI
I libri più belli di narratori stranieri che io abbia mai letto sono “MEMORIE DI UNA GEISHA” di Arthur Golden, “LA SPOSA BAMBINA” di Padma Viswanathan, “LA METAMORFOSI” di Franz Kafka, “MEMORIE DI ADRIANO” di Marguerite Yourcenar ed “IL CACCIATORE DI AQUILONI” di Khaled Hosseini
Invece quelli italiani sono “LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI” di Paolo Giordano, “UNO, NESSUNO E CENTOMILA” di Pirandello.
Ho terminato da poco “L’ASPIRAFIORI” di Roberta Mangoni, autrice esordiente della mia ridente cittadina. Ed ora sul mio comodino sto per iniziare “COSI’ E’ LA VITA. IMPARARE A DIRSI ADDIO” di Concita De Gregorio.

✔️ Stai scrivendo o scriverai un altro libro?
No, non sto scrivendo e penso di non farlo, ma com’è che si dice? Mai dire mai.

sabato 14 dicembre 2019

INTERVISTA a Sara Recordati di Tantilibriecaffe


INTERVISTA a Sara Recordati di Tantilibriecaffe 


✔️ Prima di tutto raccontaci un po’ di te: il tuo lavoro, le tue passioni, i tuoi interessi?
Ciao a tutti, sono una giornalista esperta di cinema. Scrivo sul settimanale Gente, dove intervisto attori, registi e tanti personaggi dello spettacolo. Da ragazza sognavo invece di fare la curatrice di mostre perciò mi sono laureata in Storia dell’arte e per un po’ ho fatto esperienza a New York. È una passione che coltivo ancora. Nel mio romanzo “La figlia sconosciuta” ho immaginato che la protagonista, Francesca, fosse figlia di un grande pittore: mi è piaciuto ricreare il mondo di suo padre, dallo studio alla galleria dove espone, e poi far frequentare a Francesca alcuni fra i musei che amo di più. I miei interessi comunque sono vari, amo tantissimo anche leggere (non si può scrivere senza leggere) e guardare le serie TV, che pure hanno nutrito parecchio il mio romanzo. Francesca è una donna imperfetta, che tenta di fare i conti con il suo passato e i propri limiti proprio come le figure femminili che abbiamo imparato ad amare in tante serie televisive recenti: da “Le regole del delitto perfetto”, a “Sharp Objects”, a “Big Little Lies”.


✔️ Parlaci del tuo libro “La figlia sconosciuta”... come mai hai scelto proprio questo titolo?!
È un titolo che reca in sé una contraddizione (come fa un figlio a essere sconosciuto?) e questo mi piace molto. Tutti noi siamo molteplici e abbiamo lati contrastanti: una parte in luce, bella e presentabile che mostriamo volentieri sui social e una più in ombra di cui magari ci vergogniamo o che addirittura rifiutiamo di vedere. La protagonista del romanzo, Francesca, è sconosciuta a suo padre che essendo un grande artista è troppo concentrato su sé stesso e quasi nemmeno la vede, la denigra e le dice che non vale molto (un po’ come ha fatto la società patriarcale nei confronti delle donne, per secoli). Ma è sconosciuta anche a sé stessa: come tutti noi che ci mettiamo una vita a capire chi siamo veramente, che cosa ci fa stare bene davvero e di che cosa abbiamo sinceramente bisogno. A un certo punto lei non sa più chi è: se quella che presenta al mondo o quella che sente premere profondamente per uscire fuori, ma che le fa paura. Dovrà scegliere se avere il coraggio di essere sé stessa fino in fondo.

✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì quali sono i tuoi generi e autori preferiti?
Certo che amo leggere, è una delle attività che più mi danno gioia. E, come dicevo prima, non si può scrivere se non leggi. Tutti i grandi scrittori che ho letto dalla scuola media fino a oggi sono i miei maestri, da tutti ho imparato: da I promessi Sposi, ad Anna Karenina, da Milan Kundera, a Elsa Morante, a Salman Rushdie. Leggere è una tale meraviglia, come si fa a scegliere? Qui cito due esempi, forse i più vicini al mio romanzo: Stephen King, che nessuno si aspetta possa essere la fonte per un romanzo psicologico al femminile! Invece io amo la scrittura di genere, da ragazzina divoravo i suoi volumi, infatti ho cercato di dare al mio libro il passo di un thriller. E poi tutta la letteratura sudamericana e in particolare Isabel Allende e Jorge Amado: “ Dona Flor e i suoi due mariti” è molto presente ne “La figlia sconosciuta” che, a un certo punto, si divide tra marito e amante. Leggo anche gli scrittori contemporanei, per esempio quest’estate ho divorato “I Leoni di Sicilia” di Stefania Auci.

✔️ Hai in cantiere o stai pensando di scrivere un altro romanzo?!
Stai pensando di scrivere un altro romanzo?
Sì, lo sto già scrivendo, con grande fatica perché lavoro a tempo pieno in redazione e riesco a ritagliarmi solo i weekend e le vacanze. Lo faccio perché per me la scrittura creativa è una vera necessità: mi costa grande sforzo, ma è pure fonte di soddisfazione. In questi mesi nel mio (poco) tempo libero ho cominciato a scrivere anche una newsletter che mi diverte molto: prende spunto dalle numerose interviste che faccio per il mio giornale e dai moltissimi film che vedo. Amo ragionare sui temi che riguardano le donne e la parità, sul perché dovremmo essere tutti femministi, con leggerezza, profondità e irriverenza: al di là dei luoghi comuni. Mi piace moltissimo quando le persone mi scrivono per commentare. 
Grazie e alla prossima!
Sara Recordati

mercoledì 4 dicembre 2019

INTERVISTA a Marcella Ricci di Tantilibriecaffe in collaborazione con Maratta Edizioni


INTERVISTA a Marcella Ricci di Tantilibriecaffe in collaborazione con Maratta Edizioni

✔️ Prima di tutto parlaci di te: quali sono le tue passioni, i tuoi hobbies, il tuo lavoro....
Sono una biologa appassionata di animali e natura, che sono da sempre la mia passione più grande. Ho due lavori: insegno biologia e chimica alle scuole superiori e gestisco un’attività di educazione ambientale e divulgazione naturalistica rivolta ai turisti di hotel e resort, in Italia e all’estero. Ho viaggiato moltissimo, sia in Italia che nel mondo, lavorando in posti bellissimi come la Baja California, le Maldive, il Kenya e il meraviglioso Mediterraneo. Adoro la barca a vela, con cui faccio avvistamento cetacei in Liguria, per conto di una scuola di vela, adoro i gatti, leggere e scrivere (ovviamente), e viaggiare il più possibile.

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi e cosa vuoi trasmettere ai tuoi lettori?
Mi piace immaginare storie e situazioni, persone che vorrei conoscere o vedere. Per cui mi piace scrivere di questi personaggi che mi immagino…😉
Ai miei lettori voglio trasmettere il messaggio che anche un’esordiente può scrivere bene,  e spero sempre che i miei romanzi (ne ho pubblicati 3) suscitino emozioni sia belle che brutte, perché la cosa peggiore in un romanzo è che non susciti nulla in chi legge.

✔️ Parliamo del tuo romanzo “La vita di noi due”. Com’è nata la storia?
Diciamo per metà rifacendomi a un amico che faceva il lavoro del protagonista, il pilota di voli a lungo raggio, anche se Francesco, nel libro, è ovviamente molto diverso da quello che avevo conosciuto. Mi piaceva l’idea di parlare di una persona con un’occupazione così insolita, che ai tempi mi aveva molto incuriosito, e ho provato a descrivere come poteva essere la sua vita, ovviamente documentandomi. Francesco adora il suo lavoro, ma non essendo mai a casa qualche problemuccio, diciamo così, insorge nella sua vita coniugale e anche quando si ritrova single… l’altra metà del libro si svolge alle Maldive, dove ho lavorato  per mesi, e il personaggio femminile si ispira proprio al lavoro che facevo e che adesso fanno i miei collaboratori: la biologa marina in un villaggio turistico. Aurora, che lavora lì da mesi, è un po’ come Francesco: una vita in giro per il mondo, con le soddisfazioni e le difficoltà che questo provoca. Il loro incontro riuscirà a risolvere questo “problema” che entrambi hanno? O ci penserà lo tsunami che il 26 dicembre 2004 ha sconvolto l’oceano Indiano???? Questa tragedia l’ho vissuta indirettamente, ero alle Maldive per lavoro la settimana prima di quella fatidica data, e molti miei collaboratori erano lì o lo hanno vissuto, come riportato da me  nelle note finali del libro. Mi piaceva l’idea di parlare di questa tragedia, ormai successa 15 anni fa.


✔️ Oltre a scrivere ami anche leggere? Se sì, quali sono i tuoi generi e autori preferiti?
Sì, anche se ho poco tempo. Mi piacciono i thriller, gli storici, la fantascienza. Non ho autori preferiti, dipende dalla trama del libro. Mi piacciono anche i saggi su natura e astronomia, ne ho parecchi.

sabato 30 novembre 2019

INTERVISTA a Jimi B. Jones di Tantilibriecaffe


INTERVISTA a Jimi B. Jones di Tantilibriecaffe 

✔️ Prima di tutto parlaci di te: quali sono le tue passioni, i tuoi hobbies, il tuo lavoro....
Descriversi non è poi così facile come sembra. A volte faccio fatica anche io a capire chi sono. Orientarsi tra quotidianità e passato è un po' disorientante. Sono cambiato molte volte nel corso degli anni e penso che ancora tante cose debbano cambiare di me. Provo ad immaginare tre elementi o oggetti che possano in parte descrivermi. Vediamo ... il fuoco, un violino ed un arco con una freccia. Il fuoco rappresenta il mio lato fortemente passionale. Amo molto la vita, le sfide, mettermi a prova ogni giorno senza paura. Quello che viene viene, ripeto spesso a me stesso. Non ho rimpianti. Molte volte si perde e basta, ma molti sono i momenti di soddisfazione che mi hanno ricompensato di tanta fatica e dedizione. Il violino invece rappresenta la mia passione per la musica e per lo strumento. Amo suonarlo di sera, esercitarmi, provare qualche brano o scriverne uno io. L'arco e la freccia rappresentano la mia voglia di centrare un obiettivo. Sì, ho bisogno sempre di puntare qualcosa, di avere un bersaglio preciso, sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli e sogni da realizzare. E poi l'arco e la freccia mi ricordano che sono un sagittario. Anzi, il più sagittario che c'è.

✔️ Parlaci del tuo romanzo particolare e meraviglioso “Tiger blues”. Com’è nata la storia? Da chi o cosa hai tratto ispirazione?
Scrivere è una passione che coltivo sin da quando ero ragazzo. Non è stato un impegno sempre costante. Crescendo ho dovuto rinunciare a tante cose. Soprattutto scrivere e suonare per concentrarmi su obiettivi più concreti che mi avrebbero appunto assicurato un futuro. Poi verso i 40 anni (non sono così vecchio poi …) ho sentito il bisogno di rinnovarmi, di riportare la mia esistenza su un binario che da tanto tempo avevo abbandonato. Piano piano mi sono riaffacciato alla finestra della mia vita ed è cominciato dunque un periodo di intensa riflessione. Ricordo di quel particolare momento i sogni notturni. Ero tormentato da una figura femminile sconosciuta, da eventi catastrofici. Vivevo nei sogni, in modo forse anche più realistico, quel senso di impotenza e prigionia nel quale mi ero da tempo cacciato. E proprio un sogno mi ha dato lo stimolo per partire con questo romanzo. Da lì è cominciato tutto.

✔️ Ami leggere? Se sì, quali sono i tuoi autori e generi preferiti?!
Sì leggo ed ho letto tanto nella mia vita. Sono molto legato al movimento della beat generation. Quando avevo 15 anni andavo pazzo per Kerouac, Allen Ginsberg e tanti altri. Io trovo nei loro libri una marcata e profonda linea esistenziale, moderna, spesso tormentata.  Tanti sono comunque stati i maestri che mi hanno ispirato. Non ultimo i testi di molte canzoni. Dai Beatles ai Rolling Stones ... beh in fondo Bob Dylan ha vinto un Nobel per la letteratura e in parte conferma la mia idea. I testi musicali di quella generazione sono letteratura allo stato puro. A proposito, ho 42 anni. Quel tempo l'ho vissuto di riflesso, come molti miei coetanei. 

✔️ Come sta andando il tuo romanzo? Sei riuscito a farlo emergere tra i tanti libri che vengono pubblicati in Italia?
Tiger blues mi ha dato molte soddisfazioni. Ho ricevuto tanti messaggi su Instagram di gente che non conoscevo. Un commento in particolare l'ho ricevuto da molti e sinceramente non me lo aspettavo. Tipo "Accidenti, è finito troppo presto, mi stavo veramente divertendo". Un po' mi dispiace aver dovuto mettere la parola fine alla storia ma doveva comunque succedere. In fondo in quelle pagine c'è tutto, poi è anche giusto percorrere un po' di strada liberi dalle parole e dal giudizio dell'autore. La lettura deve essere un trampolino di lancio un punto di partenza. Cosa succederà a Tiger Blues? Beh ora l'obiettivo è portarlo fuori dall'Italia. I contatti ci sono, il romanzo è piaciuto anche a molti editori internazionali. Ci vuole solo tempo e pazienza, che sinceramente non ho. Cosa ci posso fare?

✔️ Hai in cantiere un seguito di Tiger Blues o un nuovo romanzo? 
C’è ancora molto da raccontare. Ci siamo appena addentrati nel mondo di Cottonfarm e Nu Mai Tai. C’è tanto da scrivere a da scoprire. Però voglio far rispettare una regola. I personaggi dei miei romanzi (o aspiranti tali) devono essere disciplinati e fare la fila come gli altri. Tratto tutti allo stesso modo e quando arriverà il momento giusto sarà di nuovo il turno di Jim Beam, Amarula, Sally Love, Ben Nevis etc. Per ora ho in mente altro. Sto facendo un altro casting nella mia mente. Cerco personaggi folli, alcuni disciplinati, altri provenienti dalla middle-class inglese, un’orchestra, una dama d’altri tempi in cerca di giovani spasimanti, un cavallo con le piume e forse anche un uomo di chiesa. Offro un biglietto di sola andata verso un mondo fatto di lettere, spartiti, musica ed una splendida solitudine come mai l’avete provata. Datemi solo un po' di tempo … manca ancora qualche nota qua e là. 

martedì 26 novembre 2019

INTERVISTA all'autore Luigi Pucci di Tantilibriecaffe


INTERVISTA all'autore Luigi Pucci di Tantilibriecaffe 


✔️ Prima di tutto parlaci un po’ di te. Quali sono le tue passioni, i tuoi interessi, e cosa vuoi fare da grande?
Credo che il sostantivo curioso riesca ad incarnare al meglio la mia personalità. Trovo interesse in tutto ciò che mi emoziona. Mi innamoro tanto di fronte ad un quadro di Van Gogh quanto ad un film di Martin Scorsese. Vivo sulla mia pelle, quasi ogni giorno, svariate forme d'arte. Inoltre mi appassiona l'inconscio. È durante la notte che le ombre, infittendosi, creano storie magiche. Solo al buio l'immaginazione si fa più fulgida e creatrice ed è da li che nascono le più grandi storie. Se mi chiedessero come vorrei vedermi tra dieci anni, o venti o più risponderei appagato. Spero solo di non arrivarci però. Ad essere grande intendo. Rischierei di annoiarmi profondamente.

✔️ Qual è il motivo principale per cui scrivi?
Scrivere mi dà la possibilità di immergere totalmente il mio Io nella dimensione del non tempo e, al contempo, di poterne vedere lo sviluppo e la creazione da un punto di vista privilegiato. Scrivere è un po' come morire, ma diversamente da ciò a cui siamo abituati ad assistere in qualità di spettatori, dopo la fine accade qualcosa di magico. Lo scrittore rinasce più forte e consapevole. Un insieme esteticamente moderato, complesso e ordinato, di concetti e parole, danno vita a ciò che l'autore vorrebbe destinare al pubblico delle grandi occasioni. Un messaggio che in quanto tale deve o, in taluni casi dovrebbe, essere al servizio della storia, alla mercé dei personaggi.


✔️ Parlaci del tuo libro “15”
Non ci penso proprio! Forse avrete notato, oppure noterete, che sull'ultima di copertina o quarta che dir si voglia manca la sinossi. Chiedetevi il motivo. Sarà un caso? Vi do un piccolo aiuto. Il caso non esiste. Esiste un destino, un percorso già tracciato. Starà a voi riconoscerlo e riunire i pezzi del puzzle.

✔️ Hai in cantiere un altro libro o idee??
Sì. Sto seriamente valutando l'ipotesi di tediarvi ancora con una nuova narrazione. Anzi, per dirla tutta in cantiere c'è una storia, un racconto che per adesso è ancora in piena fase creativa. Assolutamente troppo presto per parlarne. Stay tuned!

📌📌📌 RECENSIONE 📌📌📌 LE RECENSIONI DI MADRE #lerecensionidimadre Destinazione felicità di Guendalina Bosio in collaborazione con autrice

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