domenica 26 luglio 2020

πŸ“ŒπŸ“ŒπŸ“Œ RECENSIONE πŸ“ŒπŸ“ŒπŸ“Œ “Il morso della vipera” di Alice Basso in COLLABORAZIONE con casa editrice Garzanti




πŸ“ŒπŸ“ŒπŸ“Œ RECENSIONE πŸ“ŒπŸ“ŒπŸ“Œ


Il morso della vipera di Alice Basso in COLLABORAZIONE con casa editrice 


Copertina flessibile

302 pagine 

Data di pubblicazione

2 luglio 2020

Editore: Garzanti 


Che dire se non CHAPEAU (o come direbbe Anita “cappello”) per Alice Basso. Un’ennesima riconferma se non un surplus per una delle migliori autrici italiane del momento. 

Anita: combattiva, tenace, acuta, sognatrice, impossibile non innamorarsi subito del nuovo personaggio creato dalla penna della Basso. 

Un romanzo ambientato a Torino nel 1935, in pieno regime fascista. 

Anita e Clara, amiche dai banchi di scuola, cosΓ¬ unite cosΓ¬ complici ma anche cosΓ¬ diverse. 

Nel 1927 inventano un gioco tra loro: consiste nell’inventarsi un’assonanza italiana al posto di qualsiasi parola straniera venga usata nella vita quotidiana. 

Il giochino per cui se Clara dice entrecΓ΄te, Anita risponde entrocotta. Se Clara dice parure, Anita risponde parura. Sarebbe a dire: niente quanto l’italianizzazione forzata suona ridicola ad Anita Bo. 

Il fidanzato di Anita, Corrado, finalmente un giorno le fa la proposta di matrimonio... ma Anita accetta con la clausola di lavorare almeno 6 mesi prima di sposarsi. Uno scandalo a quei tempi: una donna che chiede un po’ di indipendenza! 

Anita trova lavoro presso una casa editrice che pubblica la famosissima rivista Saturnalia, ovviamente rigorosamente controllata e approvata dal regime, e si trova a lavorare ogni giorno a stretto contatto con Sebastiano Satta Ascona. 


“Anita vive ogni giorno come se camminasse sulle uova (non hard boiled), e si sforza di scrivere meglio che puΓ², si sforza di studiare, si sforza di fingersi una disciplinata figlia della lupa e si sforza soprattutto di non prendere a schiaffi quella la faccia di marmo di Satta Pignolini con la sua pennina rossina da signorino precisino e l’espressione di sdegno quando la guarda, quelle pochissime volte che la guarda. 

Ma soprattutto si sforza di non farsi licenziare, perchΓ© ormai vuole lavorare, maledizione, e vuole lavorare lΓ¬ perchΓ© le storie sono belle.”


Da qui in poi vi dico solo , cari amici lettori, che la storia non vi darΓ  tregua finchΓ© non avrete chiuso l’ultima pagina del libro (compresi i ringraziamenti). 

Personalmente l’ho letto tutto d’un fiato, scordandomi in quei giorni persino di mangiare.. πŸ˜†


“Anita si rende conto che il progetto John Dorcas Smith Γ¨ la cosa piΓΉ appagante che le sia mai capitata. Non sa come definirla con esattezza -la-cosa-che-piΓΉ-la-fa-sentire-come-una-la-cui-vita-ha-un-senso.”


“I segreti sono come organismi viventi, respirano dentro di te, crescono, pulsano e pesano, e un giorno ti accorgi che hanno occupato tutto lo spazio e che desideri solo sbarazzartene, metterli giΓΉ.”


Alice Basso in questo romanzo ribadisce un concetto fondamentale: le parole, meglio ancora se scritte che raccontate, hanno molto piΓΉ potere di qualsiasi spada. 


“Lei Γ¨ la persona che mi ha fatto trovare il coraggio di imbarcarmi in un’impresa che non avrei nemmeno mai saputo sognare. È la persona che mi ha fatto scoprire risorse che non pensavo di avere e anche che mi ha fatto fatto abbassare la cresta riguardo ad altre che invece credevo di sΓ¬. È la persona con cui ho condiviso un’avventura segreta della quale non potrΓ² mai parlare con nessun altro, o altra, mai. Ma, oltre a questo, lei ha ragione: non ha voluto dire niente.”

Amato alla follia! Super consigliato!

5/5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️


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